
Nel mondo del calcio ci sono giorni che scorrono come sempre e altri che si trasformano in una ferita profonda, capaci di attraversare confini, maglie e rivalità. Questa volta il silenzio è calato all’improvviso, lasciando dietro di sé solo sgomento e messaggi di sostegno che arrivano da ogni parte d’Europa. Expagni, club e tifosi si sono stretti attorno a un giocatore che fino a ieri era impegnato nella sua stagione come tanti altri. Poi la notizia che nessuno avrebbe mai voluto ascoltare.
A essere travolto da un dolore enorme è Isiaga Silla, difensore guignano classe 1992, da pochi mesi in Grecia dopo una carriera costruita soprattutto in Francia. La tragedia riguarda la sua vita privata. La moglie Dussita se n’è andata improvvisamente a causa di una malattia fulminante, una perdita devastante che ha scosso tutto l’ambiente calcistico. Anche la Federazione Guineana ha confermato il dramma abbracciando il suo capitano in questo momento terribile. Un dolore che non conosce colori nei
campionati, ma trova forza nell’abbraccio collettivo di chi negli anni ha incrociato il suo cammino. No.
Nel mondo del calcio ci sono giorni che scorrono come sempre e altri che si trasformano in una ferita profonda, capaci di attraversare confini, maglie e rivalità. Questa volta il silenzio è calato all’improvviso, lasciando dietro di sé solo sgomento e messaggi di sostegno che arrivano da ogni parte d’Europa. Expagni, club e tifosi si sono stretti attorno a un giocatore che fino a ieri era impegnato nella sua stagione come tanti altri. Poi la notizia che nessuno avrebbe mai voluto ascoltare.
A essere travolto da un dolore enorme è Isiaga Silla, difensore guignano classe 1992, da pochi mesi in Grecia dopo una carriera costruita soprattutto in Francia. La tragedia riguarda la sua vita privata. La moglie Dussita se n’è andata improvvisamente a causa di una malattia fulminante, una perdita devastante che ha scosso tutto l’ambiente calcistico. Anche la Federazione Guineana ha confermato il dramma abbracciando il suo capitano in questo momento terribile. Un dolore che non conosce colori nei
campionati, ma trova forza nell’abbraccio collettivo di chi negli anni ha incrociato il suo cammino. No.