
Lamberto Sposini e una comunicazione drammatica arrivata dalla RAI. Una vicenda che pesa ancora oggi. Prima di entrare nel racconto, un invito rapido a iscriversi al canale e a sostenere il video. Detto questo, fermiamoci un attimo. Non si tratta di una notizia qualsiasi. È una storia che nasce dietro le quinte della televisione e approda in tribunale e non ha ancora trovato una conclusione. Sono passati molti anni, ma per qualcuno il tempo si è bloccato. Quel giorno Sposini si trovava negli studi Rai, pronto per andare in onda.

Microfono sistemato e scaletta tra le mani. Mancavano pochi secondi alla diretta, poi l’emergenza improvvisa, un evento che ha spezzato ogni continuità e ha cambiato tutto. Da quel momento è calato il silenzio per un uomo che aveva costruito la sua vita sulle parole. Un professionista abituato alle telecamere si è ritrovato lontano dallo sguardo del pubblico. Oggi Sposini necessita di assistenza continua, di cure costanti, di una presenza che non venga mai meno. Accanto a lui ci sono i familiari e
soprattutto Matilde, sua figlia. Da anni Matilde porta avanti una richiesta tanto semplice quanto pesante: conoscere la verità. Perché quel giorno? Perché quei minuti? Perché i soccorsi? Il procedimento giudiziario contro la RAI è ancora aperto e ruota attorno a presunti ritardi decisivi. La famiglia chiarisce che non si tratta di una questione economica, ma di un riconoscimento umano e morale. Fa male vedere uno dei volti più autorevoli del servizio pubblico ricordato più nelle aule di tribunale
che nella memoria collettiva. Eppure, lontano da carte e udienze, Sposini vive di piccoli gesti e affetto sincero. Gli applausi improvvisi sembrano risvegliarlo, lo sguardo cambia e il volto si illumina. Una decisione attesa da anni potrebbe arrivare presto e cambiare tutto.